giovedì, 08 maggio 2008

LA SCELTA DELLA SPOSA

Un giovane pastore conosceva tre fanciulle, tutte e tre talmente belle che lui non sapeva quale sposare.

Chiese consiglio alla madre.

< Invitale a pranzo > disse lei < e osserva bene come mangiano il formaggio >.

Così fece.

La prima lo mangiò tutto con la crosta;

la seconda tagliò la crosta ma vi lasciò attaccato un dito di buon formaggio;

la terza tolse la crosta giusto quel tanto che occorreva.

< Sposa lei! > disse la madre, certa di non sbagliare.

THEMIDNIGHT.

postato da: THEMIDNIGHT alle ore 21:44 | Permalink | commenti (15)
categoria:
mercoledì, 26 marzo 2008

Siamo donne quando accanto

abbiamo un uomo,

fino ad allora

siamo tutte femmine.

malinconia

THEMIDNIGHT

postato da: THEMIDNIGHT alle ore 21:25 | Permalink | commenti (25)
categoria:
martedì, 18 marzo 2008

la sposa del vento

Sposati:

se trovi una buona moglie

sarai felice;

se ne trovi una cattiva,

diventerai filosofo.

(Socrate)

THEMIDNIGHT

postato da: THEMIDNIGHT alle ore 21:56 | Permalink | commenti (17)
categoria:
lunedì, 10 marzo 2008

 

 

La Sacerdotessa.

 

papessa

 

Sei tu che custodisci altro da Sè...

Il Sè primordiale e originario che solo a te Domina

 concesse il privilegio della vita.

...e tu uomo infido e vile a te la colpa...

ti sei appropriato di ciò che non era tuo

le hai sottratto con la menzogna

la verità in suo possesso.

...uomo, dallo stesso sesso che sazia il tuo ingordo piacere

verrà giustizia e l'ordine delle cose.

...il tempo sta scorrendo........e presto arriverà.

THEMIDNIGHT

 

 

postato da: THEMIDNIGHT alle ore 21:31 | Permalink | commenti (4)
categoria:
giovedì, 21 febbraio 2008

UOMINI E DONNE:

L'IDENTITA' FEMMINILE OGGI

coppia

Per comprendere il ruolo della donna e dell'uomo, bisogna risalire alla struttura sociale delle prime comunità formatesi nel corso della storia e l'evoluzione e i cambiamenti del loro ruolo all'interno di tali comunità.

Occore fare un viaggio fino al primo stadio dell'umanità, ovvero quello dei primi cacciatori e raccoglitori.

Lo studio della preistoria ci ha permesso, nonostante la difficoltà dei rapporti dei primi gruppi di uomini organizzati (il problema della lingua, come mezzo di comunicazione fra di loro e la mancanza di fonti scritte) di poter in qualche modo conoscere e interpretarne le azioni.

Le comunità primitive presentavano delle differenze tra di loro, determinate sia da fattori ambientali che dalle organizzazioni sociali al loro interno; ma possiamo notare come la condizione femminile era correlata fortemente all'apporto che essa poteva dare alla sussistenza del gruppo d'apparteneza.

Nel caso in cui prevaleva la raccolta come mezzo di sussistenza, la donna partecipava ampliamente alle attività, di conseguenza la sua condizione era molto simile a quella dell'uomo. Nelle comunità in cui prevaleva la caccia, invece, possiamo notare una predominanza dell'uomo e di un ruolo femminile attribuito all'accudimento dei figli e di una sorta di gestione sempre subordinata al maschio, della vita domestica e della comunità in sua assenza.

 

Naturalmente questa non era una regola assoluta, in quanto gli uomini primitivi si trovavano spesso in condizioni estreme e per garantire la sopravvivenza del gruppo, talvolta la gerarchia dei ruoli poteva essere stravolta.

Sulla base di queste due visioni dell'organizzazione dei gruppi, possiamo parlare della nascita del "matriarcato" e del "patriarcato"; ma anche in alcuni casi della "matrilinearità" e della "patrilinearità".

 

Nel complesso il ruolo della donna e dell'uomo, risultano differenziati soprattutto per motivi fisiologici: principalmente perchè è la donna che genera la prole; la gestazione e il ciclo mestruale, in alcune società le ponevano dei limiti, come nella caccia o negli scontri tra diversi gruppi.

In altre società , dove questo miracolo, che solo la donna era in grado di compiere, cominciarono ad attribuirle una "sacralità". Sacralità che investiva sia la figura intera della donna, sia, nello specifico, la vulva. Attorno ad essa cominciarono a manifestarsi religioni, culti, rituali, manufatti e miti.

Nasce la consapevolezza del mistero, e dell'importanza pratica del fatto che la vita abbia origine da un corpo femminile: l'associazione della donna con il potere di donare e di sostenere la vita.

 

Compare il culto della Dea Madre, che era l'identificazione della natura, la quale, come il ventre della donna accoglieva una vita, così la natura, la Terra, le conteneva tutte e le generava; ad essa venivano quindi attribuiti la nascita del cosmo, il potere della vita e della morte.

L'anatomia femmile simboleggiava in tutte le sue parti quanto detto: dai seni, alla vulva, al ventre gravido.

La testimonianza delle veneri, delle riproduzioni di vulve, che caratterizzavano manufatti e oggetti impregnati anch'essi di sacralità, ci permettono di comprendere l'importanza che costituivano nel quotidiano, sia per la vita del singolo individuo, sia per la comunità che si identificava nel culto. Questi oggetti probabilmente costituivano una mediazione del volere della Dea nel rito, tramite il quale, la comunità attraverso la figura di uno sciamano o di una sacerdotessa, si assicurava la protezione durante le lotte con altri gruppi, la fecondità della terra e la sopravvivenza.

 

Tutto questo comincia ad assumere un carattere magico, mistico e talvolta esoterico che trova spiegazione attraverso il mito.

Nel corso della storia, col sorgere delle prime civiltà organizzate politicamente, economicamente e con gerarchie di ruoli che andavano al di là  di quelli uomo/donna, ma che investivano, cariche mirate a settori specifici all'interno della società come: l'artigianato, l'esercito, l'agricoltura, l'amministrazione, di pari passo al culto della Dea, soprattutto nelle civiltà dove il rapporto stato-religione era più forte e vi era un ruolo associato e investito dall'uomo: compare la figura di un Dio, come per esempio nell'antico Egitto. Infatti al faraone vi si attribuiva sia la carica dello Stato, sia quella divina che religiosa.

 

Le divinità con prevalenza maschile o meglio dove veniva riconosciuta più autorità all'elemento maschile al comando degli Dei, cominciava a diffondersi, per esempio Zeus nella civiltà ellenica, Amon-Ra per l'antico Egitto.

Fu col diffondersi delle religioni monoteiste, quali l'ebraismo, l'islam e il cristianesimo, che venne sostituito (in alcuni casi imposto) il patriarcato al matriarcato e con esso si può affermare, almeno nelle civiltà che adottarono queste religioni, la scomparsa del culto della Dea.

 

Questo non fu che l'inizio del cambiamento che subirono non solo intere culture, ma soprattutto le donne, tant'è che fino a pochi decenni fa esse non contavano né avevano diritti, semplicemente non esistevano. 

Non avevano il diritto al voto e nemmeno alla loro vita. La sessualità femminile non esisteva: in quanto il rapporto aveva esclusivamente la funzione di soddisfare le voglie del marito o di procreare. La donna non poteva neppure sedersi a tavola insieme agli uomini e dopo averli serviti si accucciava in un angolo e consumava frugalmente qualche avanzo.
Avevano scuole separate, femminili, dove veniva loro insegnato ad essere donne, a pensare, a comportarsi come una donna. Ma che genere di donna? Una figura imposta da una società che non dava spazio all'essere, o meglio una società che probabilmente preferiva avere tutto sotto controllo costruendo delle identità e imponenendole (aspetto che non riguardava solo le donne).

Era poi opinione comune che non fosse indicato per le donne continuare gli studi o peggio arrivare all'università.
Si riteneva che studiare fosse contro la loro natura e che potesse farle impazzire.
Le donne dovevano accontentarsi del semplice ruolo di "ornamento della società" ed essere subordinate ai mariti.
L'obbedienza era tutto ciò che si richiedeva loro.

Naturalmente nel corso della storia, non tutte le donne accettavano silentemente queste condizioni ma ancora più crudele dell'esistenza che rifiutavano di accettare, era la fine che facevano! Persecuzioni, torture, pubbliche esecuzioni e ogni sorta di violenza fisica e psicologica in particolare tra il 1400 e il 1600 con la "caccia alle streghe". "Streghe" definite, adoratrici del diavolo, il tutto per giustificare l'esigenza di mettere a tacere la voce di coloro che non si piegavano o semplicemente quella di coloro che avevano scelto di condurre  una vita diversa dalla comunità, per paura che la traviassero. Fu soprattutto in questo periodo che vennero messi al bando e perseguitati, i residui pagani legati alla magia, associati per esempio agli erboristi, il  tutto aggravato dall'ignoranza e dall'influenza della Chiesa.

Le donne al potere nel corso della storia, non furono protagoniste di eclatanti cambiamenti che riguardassero il ruolo della donna nella società, perchè anch'esse subordinate dal volere maschile. Tuttavia dobbiamo riconocere dei tentativi di riforma nell'Era Vittoriana, quali, l'Atto per la custodia dei minori, nel 1839, dette alle madri di impeccabile condotta l'accesso ai propri figli in caso di divorzio o separazione, e l'Atto di causa matrimoniale nel 1857, che dette alle donne un limitato accesso al divorzio. Ma, mentre il marito doveva solo provare l'adulterio da parte della moglie, una donna doveva provare che il marito non solo aveva commesso adulterio, ma anche incesto, bigamia, violenza o abbandono del tetto coniugale.

Nel 1873 l'Atto per la custodia dei minori estese la custodia dei figli a tutte le madri, indipendentemente dal loro comportamento, in tutti i casi di divorzio o separazione.

Nel 1878, dopo un emendamento all'Atto di proprietà delle donne sposate, le donne ottennero il diritto di chiedere la separazione in caso di violenza e di pretendere la custodia dei figli. I magistrati autorizzarono anche ordini di protezione delle mogli i cui mariti fossero accusati di violenza aggravata.

Un importante cambiamento causato da un emendamento nell'Atto di proprietà delle donne sposate nel 1884 elevò le donne dallo status di "proprietà privata" a quello di persone distinte ed indipendenti.

Attraverso l'Atto di protezione dei minori, nel 1886, le donne divennero le sole custodi legali dei loro figli in caso di morte del padre.

Le riforme riguardavano anche le prostitute, infatti nel 1864 fu istituito il Primo atto per la prevenzione delle malattie contagiose. Bisogna specificare però che il vero motivo per cui fu istituito tale "atto", non era tanto perchè stava a cuore alla società la loro salute, ma quella dei militari dell'esercito che facevano ricorso alle prostitute. Infatti, tale riforma, non contribuì molto al miglioramento delle condizioni delle prostitute, perchè tutte le donne sospettate di prostituzione erano obbligate a sottoporsi a periodici esami genitali; ovviamente molte più donne di coloro che lo erano effettivamente furono esaminate. L'ingiusta legge fu finalmente soppressa nel 1886, una pioniera di questa lotta fu Josephine Butler.

La riforma dei lavori accessibili alle donne, nel XIX secolo, aprì le porte all'infermieristica, ostetricia e medicina, anche se nella realtà, almeno all'inizio, trovarono accesso solo all'infermieristica; questo perchè, come in tutto del resto, non è un processo immediato che scatta in contemporanea con l'approvazione delle riforme: è la cultura, l'educazione e l'informazione, che devono fare da filtro nelle società per prepararla, la quale assume sempre una posizione difensiva nei confronti di quello che può costituire un cambiamento, soprattutto nelle coscenze e nei costumi.

Fu solo a partire dal secondo dopoguerra, che le donne cominciarono ad essere protagoniste di notevoli risvolti. Tutto anche grazie ad un cambiamento radicale che scosse profondamente l'animo e le coscenze alla fine della seconda Guerra Mondiale. Non vi era distinzione tra uomini, donne e bambini, ma neanche tra ceti sociali, avevano sofferto tutti e in egual misura erano vittime degli orrori della guerra. Sentimento collettivo, che tra le tante cause contribuì a ordini e ad assetti sociali e diede il via ad una presa di coscenza che riguardava la revisione dei diritti e della tutela degli esseri umani, dove trovarono spazio anche le donne e la loro lotta.

Si aprirono le porte per le donne, in maniera quasi omogenea nei paesi definiti "moderni stati democratici", col suffraggio universale. A partire dal 1946, in molti paesi come l'Italia, le donne votarono per la prima volta. Occorre precisare che prima di questa data già in alcuni paesi vi fu una sorta di suffragio universale parziale che riguardava le donne: nel 1792, in occasione della rivoluzione in Francia, anche se per poco tempo; ma in assoluto fu la Nuova Zelanda nel 1893 il primo Paese al mondo.

Col femminismo si identifica il periodo d'oro della lotta delle donne. La nascita del femminismo erroneamente viene fatta risalire negli anni Sessanta, anche perchè il periodo è noto nella cultura popolare per il "68", ma le sue origini risalgono al 1792 con la Dichiarazione dei diritti della donna e della cittadina di Olympia de Gouges. A partire dagli anni Sessanta si cominciò a rivendicare l'uguaglianza e i diritti della donna nel campo professionale, culturale, politico ma soprattutto la parità dei sessi e il riconoscimento dell'identità femmile, nella società come nella famiglia.

 

Tra il 1970 e il 1980 vi furono sostanziali conquiste anche in Italia come per esempio: il divorzio nel 1970, il quale diede la possibilità di dire "basta" agli abusi e alle violenze domestiche, nascoste per paura delle conseguenze che comportava abbandonare il marito, quali il pregiudizio della gente, il rifiuto della famiglia d'appartenenza ad accettare questa forma di "disonore", il problema della sussistenza economica per se ed eventuali figli; la modifica del diritto di famiglia nel 1975 determinò un cambiamento importante, atto a smantellare la concezione dell'uomo-padrone. Infatti prima della suddetta modifica: al marito era concesso l'adulterio ma non alla moglie, che era perseguita per legge. L'art. 587 del codice penale prevedeva pene irrisorie per chi uccidesse la moglie, la figlia o la sorella al fine di difendere "l'onor suo o della famiglia". L'istituzione dei consultori familiari fu un'altra conquista del femminismo, che impose l'attenzione dell'opinione pubblica, della scienza ufficiale e del mondo sanitario, sull'importanza della soggettività femminile.

I consultori familiari, se pur attraversando molte difficoltà pregiudiziali, oltre che burocratiche, diffusero la cultura della prevenzione e dell'informazione. Essi portarono nelle scuole corsi di educazione sessuale e sportelli di orientamento rivolti agli adolescenti; inoltre possiamo dire che costituirono un sostegno, soprattutto per coloro considerate ai margini della società come le ragazze-madri, che spesso si trovavano sole ad affrontare una gravidanza.

La legge sulle pari opportunità, oltre a gettare le basi per l'uguaglianza, mirava a promuovere iniziative contro la discriminazione dei sessi e a favorire l'accesso alle donne nell'imprenditoria.

La liberalizzazione dei contraccettivi rivoluzionò la sessualità della donna, che le consentiva di avere rapporti sessuali senza la preoccupazione di affrontare delle gravidanze, ciò comportò anche un notevole cambiamento dal punto di vista demografico.

Nel 1978 fu approvata la legge che regola l'aborto, qui possiamo dire che finalmente la donna era padrona del proprio corpo e non soggetta ad esso o vittima delle circostanze, ma soprattutto aveva la possibilità di decidere o meno di interrompere una gravidanza se si presentavano problemi per la sua salute o per il feto.

La costituzione dei Centri Antiviolenza costituì un oblò attraverso il quale si scopriva una realtà terrificante, di famiglie costruite interamente sulla minaccia e la paura.

In particolare nel 1983 nascono le Case delle Donne per far fronte, nelle città, alla carenza di strutture per coloro che subivano violenze e stupri ma anche per le donne schiave della prostituzione; le pioniere di queste iniziative, cominciarono a formare comitati e associazioni ma non solo: si faceva sempre più forte la richiesta d'aiuto nei confronti dello Stato, per quanto riguarda fondi pubblici e la possibilità di poter usufruire di locali per le loro sedi.

 

Le conquiste e l'attenzione per il mondo femminile, non riguardano soltanto il piano sociale, culturale, politico ed economico, ma anche quello psicologico. Si pone l'attenzione finalmente sulle donne e sulla loro psiche, negata per secoli: si scopre un mondo fatto di paure, ansie, fragilità, depressione, insicurezza che spesso trovano risposta nelle violenze, nelle micro-violenze del quotidiano, (fatte di svalutazione, di manipolazione), nell'insoddisfacimento sessuale, ecc.

Il femminismo ha pertanto rimesso in discussione tutti i settori della società, della quale contestava l'aspetto ed il carattere fortemente maschilista, ed il fatto di essere retta su discriminazioni di sesso individuando il nesso esistente tutt'oggi tra la sessualità e i poteri.

Tanti diritti sono stati conquistati ma certo non la parità...!

Le donne tendenzialmente, nel percorso di ricerca della parità, hanno sacrificato per certi aspetti la loro femminilità; quell'insieme di caratteristiche cioè tipiche della realtà femminile ma persino l'essere madri. Femminilità che a volte viene confusa, da alcune nuove donne, con imitazioni di modelli che in realtà non ci appartengono e che spesso annullano ciò che resta della femminilità stessa; donne vittime del consumismo e degli stereotipi. Tutto ciò non è una conquista, piuttosto un passo indietro (forse anche più di uno) perchè ancora una volta la donna subisce l'angheria di una società, che culla e partecipa alla sua illusione di essere emancipata e padrona di se stessa. Stiamo parlando di una "emancipazione" che si riduce ad una minigonna, quindi ancora schiava dell'uomo e dei suoi desideri che hanno tratto dei vantaggi da questa "emancipazione" e da questo suo svelare sempre di più un corpo, condannato nel passato, ma servito come un pasto succulento e di poco valore a uomini ingordi nel presente. Una nuova donna artefice di un'operazionedi falsa emancipazione che ha come risultato tutta una serie di conseguenze che la danneggiano moralmente, spiritualmente e fisicamente e che la trascinano, a volte all'interno dei tunnel della depressione o dell'anoressia, ecc.

Questo è solo uno dei tanti aspetti delle nuove donne e dei vari modelli di "femminilità" che hanno visto protagonista quest'essere, il quale, finalmente ha spezzato le catene per certi aspetti e per altri le ha sostituite con delle altre ma ben più pesanti. L'ossessionante tentativo di dimostrare la sua capacità di poter sfidare i suoi limiti per occupare i territori maschili, ha avuto come risultato quello di una donna kamikaze, che combatte in prima linea sul fronte della politica, dell’economia, della cultura, della famiglia e delle relazioni con la parte maschile dell’universo; donna che successivamente si è identificata nella donna in carriera, una macchina fredda e spietata, assetata e ingorda, manipolatrice e soprattutto illusa d'avere in pugno l'altro sesso, nonostante questi resti spiazzato da tanta sicurezza e determinazione. In realtà continua a pagare amaramente un prezzo che le ha permesso di rimanere a galla, a costo di perdere e lasciar affondare i sogni e i desideri di essere madre, moglie e di completarsi. Rimane quindi incompleta e in alcuni casi vuota, abbiamo una donna che ha paura di guardare un passato colmo di trofei e riconoscimenti ma privo di sentimenti, di amore e di calore.

Accanto a queste due figure, si fa strada quella della nuova donna tradizionale, che riesce a stare al passo coi tempi. Una donna che ha scelto! Ha scelto un marito, una casa, dei figli all'interno di un disegno di vita perfetto, il quale, reprime desideri che lei stessa ha deciso di seppellire. Tutto ciò si ricopre di macabro e squallido perchè essa rappresenta una donna nemica delle donne e di se stessa. Essa vive il tormento di una lotta senza fine tra Apollo e Dioniso, che la condannerà ad essere una donna, la quale mentirà a se stessa ed accettarà i tradimenti del marito proprio con colei che ha scelto di non essere...ma in realtà avrebbe voluto. Il disegno di vita perfetto continua pur di non ammettere questa sconfitta, alla quale si aggiunge la scoperta di un figlio omosessuale, che probabilmente rappresentava l'ultima speranza per una donna che grida in silenzio il rimpianto di non essere stata se stessa.

Esempi estremi di donne che hanno compiuto una rivoluzione, la quale, non riguarda soltanto la condizione di donna: esse hanno contribuito notevolmente ad un cambiamento radicale nell'assetto della società occidentale. Tale cambiamento ha intaccato, talvolta anche stravolto, la collettività, il quotidiano, la famiglia, la vita di coppia ma anche la politica e l'economia pronte come avvoltoi a trarre profitto trasformando tutto anche la disperazione, in fonti di guadagno.

La rivoluzione dei costumi sociali ha cambiato i rapporti tra l'uomo e la donna: scompaiono gli stereotipi sulla sessualità ma esplode dentro di noi il conflitto tra il bisogno di una relazione vera e l'esigenza di restare noi stessi.

Gli anni Sessanta non rappresentano la rivoluzione culturale e sessuale esclusivamente della donna ma anche e soprattutto per gli uomini, che finalmente riescono a spogliarsi della veste dell'uomo cacciatore, del macho, stanco di un ruolo che non gli ha mai permesso di manifestare se stesso, i suoi sentimenti e la sua sensibilità, ma anche il suo lato femminile; uomo vittima come la donna di una identità impostagli dalla società.

Assistiamo anche nell'uomo alla nascita di nuovi modelli di mascolinità: nuovi uomini. Abbiamo così l'uomo eterno ragazzino incapace di assumersi responsabilità e teme il passare del tempo che segna un corpo; l'uomo che cede le redini della famiglia alla moglie.

Tutto questo è il risultato di una rivoluzione tra sessi e le loro relazioni profondamente trasformate oppure l'inizio di una crisi nei ruoli e nei sessi che non ci permette più di conoscere l'altro?

E' difficile rispondere a questa domanda, perchè dobbiamo riscrivere nuove regole, in un gioco i cui protagonisti si presentato con una nuova identità che faticano a gestire o a riconoscere. Vinceranno le donne capaci di creare un equilibrio tra una carriera che permetterà loro di affermarsi in una società, come elemento determinante nel loro ruolo, tra una vita di coppia che sfugge ai canoni tradizionali e che accetta lo scambio dei ruoli pur mantenendo saldi i valori e i presupposti per trasformare la coppia in una fmaiglia. Vinceranno gli uomini che saranno fieri di essere i compagni di queste donne e che si lasceranno coinvolgere nella complicità della vita, guardando magari meno partite di calcio e lasciando maggiore sfogo ai sentimenti. Sarà il concetto di complementarità che avrà un ruolo determinante nelle relazioni uomo-donna della società post-moderna.

La questione dell’identità femminile e della sua definizione è una ferita ancora aperta all'interno delle società ipermoderne dell’Occidente in quanto mantengono sempre una inclinazione al maschile.

Ripensare l’identità femminile oggi, significa ripensare la società stessa a partire dalle sue radici antropologiche. Lungi dal presentarsi al mondo nella veste obsoleta d’angelo del focolare, la donna ha messo in luce negli ultimi vent’anni un nuovo aspetto grintoso e combattivo, provocatorio ed energico, protettivo e disperato, culminato nella creazione di differenti modelli di femminilità.

postato da: THEMIDNIGHT alle ore 21:26 | Permalink | commenti (17)
categoria:
mercoledì, 09 gennaio 2008

LA FINESTRA DI JOHARI

 


 

ARENA

PUNTO CIECO 

 

FACCIATA

 

SCONOSCIUTO


ARENA: ciò che è noto a Noi e agli Altri.

FACCIATA: ciò che è noto a Noi e non agli Altri.

PUNTO CIECO: ciò che è noto agli Altri e non a Noi.

SCONOSCIUTO: ciò che è Ignoto a noi e agli Altri.

THEMIDNIGHT.

 

postato da: THEMIDNIGHT alle ore 15:00 | Permalink | commenti (18)
categoria:
lunedì, 07 gennaio 2008

DEDICATO A UN SOGNO MAI DIVENUTO REALTA'

...eri il mio sogno

credevo in te fiera della tua verità.

Mi hai abbandonata, sei andato in silenzio

senza avere il coraggio di guardami

perchè forse non ne sei mai stato capace.

Il mio dolore per te non è nulla.

Hai venduto per pochi spiccioli la tua anima

...e non sorprenderti di ciò che ti circonda...

l'hai voluto tu.

Ricordati che è una questione di scelte

hai fatto le scelte sbagliate.

A mai più ne in questa

ne in un'altra vita...

THEMIDNIGHT

postato da: THEMIDNIGHT alle ore 21:01 | Permalink | commenti (16)
categoria:
domenica, 06 gennaio 2008

 

IL MAGO.

 

 

Blog foto: mago

 

 

Amo possedere il potere delle cose e della mente...

THE MIDNIGHT.

postato da: THEMIDNIGHT alle ore 19:06 | Permalink | commenti (9)
categoria: